mercoledì 21 marzo 2012

FORMAZIONE - superare la paura dell'acqua con SAM

FORMAZIONE


L'acquaticità con il Sistema Acquatico Modulare; superare la paura dell'acqua.

I prerequisiti del nuoto: metodologia e didattica dell'ambientamento.


23 - 24 Giugno 2012 - 16 ore - Milano, Centro Sportivo San Carlo, via zenale 6.


TEORIA E PRATICA.

Progettare la lezione di ambientamento; il gioco simbolico.

Istruzioni del sistema acquatico modulare e prove pratiche di lezioni.

Usare Alistar per presentare il proprio profilo e cercare lavoro.


DOCENTI

Prof. Marco Sallemi e Sabrina Saccucci, Facoltà Scienze Motorie, UniMi.


Attestato di partecipazione + 1 modulo aquabrik per ogni partecipante iscritto.


Prezzo: € 189,00


Accessibilità

Disponibilità limitata, il corso è riservato a laureati in scienze motorie e scienze dell'educazione, psicologia e pedagogia.


Modalità di pagamento

1. laureati sconto 10% con fotocopia/scansione del certificato d'iscrizione, certificato di laurea.

2. sconto 10% se saldo entro fine maggio.

giovedì 20 maggio 2010

Braccioli, Salvagente e Tubi; cosa porto al mare?



La sicurezza non è mai abbastanza.
Anche nel corso di acquaticità la sicurezza dovrebbe essere il principio intorno al quale dovrebbe ruotare tutta l'attività. In alcuni casi, però, l'eccesso di sicurezza può diventare un limite allo sviluppo dell'iniziativa dell'individuo. Nella sicurezza, intesa come l'insieme delle precauzioni prese per evitare incidenti, ci deve essere un margine di manovra libero che consenta al bambino di esprimersi anche sbagliando.

La situazione marittima è il setting ideale per l'acquaticità; fondale graduale, acqua calda e tanta libertà di movimento. In certe situazioni anche questo momento di tranquillità può trasformarsi in ansia e preoccupazione eccessiva. Il salvagente, il bracciolo e la mano del papà o del nonno rassicurano l'adulto e rendono impacciato e insicuro il bambino. Il figliolo che è vincolato dai supporti galleggianti non riesce a muoversi. La sua capacità di esplorazione (fattore cruciale per lo sviluppo psicomotorio del bambino Vigotskji, Piaget, Bruner) è annullata, e come un carrello viene trascinato… difficile dire quali siano le conseguenze di questo comportamento, dal momento che ogni individuo ha una capacità di reazione agli stimoli del tutto personale. Ciò che possiamo affermare con certezza è che il rispetto del bambino passa dalla nostra capacità di metterlo nelle condizioni di provare (accomodamento e assimilazione dell'esperienza, Piaget), e non tanto dal dire ciò che dovrebbe o non dovrebbe fare.

Come comportarsi al mare o in situazioni diverse dal corso di acquaticità? Quali strumenti adoperare in condizioni di precaria sicurezza? Ecco alcune considerazioni:

il bracciolo: è un supporto di sicurezza, così come specificato nelle indicazioni per l'uso. Quindi deve essere usato in tutte quelle circostanze in cui non si è in grado do controllare la maggior parte delle variabili ambientali. Una volta indossato il bambino di tre anni difficilmente riuscira a toglierlo (qualcuno forse sì). Se il bambino riesce a stare in equilibrio stabile con i braccioli non è necessario tenergli la mano, a meno che non lo si voglia accompagnare per un certo tratto più velocemente… il bracciolo vincola l'articolazione della spalla e in alcuni casi anche quella del gomito. I movimenti del braccio risultano così limitati e il bambino è costantemente sollevato al di sopra dell'acqua. Per questo motivo non si può considerare un supporto didattico. Se usato in maniera sistematica, ancora prima di entrare in acqua crea un condizionamento riflesso; indica nel bambino che l'acqua è pericolosa ancora prima di esserci entrato. Il fatto è evidente in tutti in quei bambini che dopo le vacanze estive, rientrando in piscina fanno resistenza all'ingresso in acqua fino a quando non indossano i braccioli.

Il tubo galleggiante: è un supporto didattico, finalizzato cioè all'acquisizione di una capacità. Nel caso dell'acquaticità il tubo ci serve per tenere l'acqua vicino alla bocca, usare le braccia e le gambe in modo efficace e quando non serve più si toglie facilmente per provare ad andare senza. In questo caso l'elemento di sicurezza è l'accompagnatore che non deve mai distrarsi. Nella gestione del tubo la figura dell'accompagnatore è cruciale, infatti, è lui o lei l'elemento di fiducia. Dovrà evitare di tenere costantemente il bambino, ma dovrà essere alla portata di un braccio nel caso fosse necessario rapidamente il suo intervento. Il tubo può essere chiuso a forma di salvagente con appositi connettori, e assumere così una forma più famigliare.

Salvagente: non è un supporto di sicurezza perché in qualsiasi momento il bambino potrebbe scivolare sotto l'acqua. E non è un supporto didattico perché l'appoggio sotto le braccia spesso è troppo alto. Da evitare assolutamente quelli con la mutanda interna che vincola il bambino, che se si ribaltasse rimarrebbe con il capo in sott'acqua. Non necessario.

Ogni altro supporto galleggiante deve rientrare nelle due funzioni; sicurezza o didattica. Percui valgono le indicazioni sopra fornite. Una regola essenziale in entrambi i casi è di non creare dipendenza al supporto galleggiante, la migliore sicurezza è la nostra capacità di autonomia di movimento in acqua e un grande senso di responsabilità.

Dott. Marco Sallemi.

domenica 9 maggio 2010

Acquaticità. Presentazione.

Presentazione.

Autore; Marco Sallemi.

Nell 2004 nasce il primo Sistema Acquatico Modulare al mondo; invenzione di Marco Sallemi e Valerio Sommella. L'idea del S.A.M. nasce dal bisogno di creare un ambiente acquatico appropriato al naturale sviluppo motorio del bambino dai 3 mesi ai 3 anni e più, ovunque ci sia il bisogno di alzare il fondo della piscina per rendere genitori e bambini a loro agio.

Nel 2007 si è tenuto a Torino il primo convegno sulle attività motorie in acqua per la prima infanzia in particolare nella fascia d'età 0 - 3 anni. L'iniziativa ha coinvolto diversi relatori da tutta Italia che operano in diverse realtà. Il background culturale degli esperti del settore è molto diverso a testimonianza di un settore estremamente etereogeneo, sia nel curriculum di chi ci opera, sia nelle realtà che propongono queste attività. L'obiettivo di questo convegno era proprio quello di confrontare le diverse metodologie delle proposte. Il tentativo è stato un'ottima occasione d' incontro e confronto dei diversi punti di vista, ed ha rappresentato un punto di inizio in un settore dove è facile incorrere in tutto e il contrario di tutto. Da questo primo tentativo sono emersi due documenti che nonostante non abbiano nessuna valenza legale vincolante per i gestori, definiscono, a carattere generale, le principali linee guida a cui ogni operatore e gestore dovrebbe attenersi, e che ogni genitore dovrebbe conoscere per sapere cosa aspettarsi da questo tipo di servizio.

www.acquarella.it

Il dato più interessante che emerge dal confronto delle diverse realtà è che in Italia non ci sono dati che indichino quale tra le diverse metodologie sia la più efficace. È possibile imbattersi nei due estremi della proposta metodologica; da una parte quelli che manipolano il bambino indipendentemente dal bambino e dal genitore, dall'altra un'osservazione indifferente del gruppo che è lasciato in balia della propria sorte. Verrebbe da dire che la via di mezzo, anche in questo caso, è la migliore. Ma la via di mezzo non basta . Ciò che occorre veramente è che le famiglie, i genitori, sappiano esattamente in cosa consiste questa attività e quali obiettivi si prefigge, per non rischiare di essere truffati con false promesse, o traumi difficilmente sanabili quando il danno è già stato fatto.

La situazione lavorativa degli operatori del settore, del resto, non è incoraggiante. Alcuni assolutamente improvvisati, altri così "tecnici" da rendere l'approccio con l'acqua di difficile comprensione. In comune, entrambe le condizioni, hanno oltre la passione per l'acqua e l'educazione infantile, la scarsissima remunerazione che non contribuisce a migliorare l'offerta sul mercato. La formazione è aperta a tutti e non sono necessari prerequisiti particolari (curriculum universitari). Del resto i rischi legati all'attività stessa sono minimi e questo elemento di per sé è sufficiente a giustificare la scarsa professionalità di alcune offerte. Ma, quando ci si relazione con la coppia (bambino-accompagnatore) in acqua, per quanto banale possa essere questa attività, il primo problema da affrontare è la relazione affettiva tra i due. Questo fattore è cruciale nell'ambientamento in acqua e solo un'adeguata conoscenza e studio dei meccanismi psicologici in atto tra i due consente una corretta azione dell'operatore. Inoltre una sufficiente conoscenza dello sviluppo motorio del bambino e delle metodologie della pedagogia consentono all'operatore di attuare proposte all'altezza delle aspettative del genitore. È proprio su queste aspettative che si gioca il successo dell'attività acquatiche. Queste, a loro volta, fanno parte della visione, o dell'impostazione educativa del genitore stesso che pretende o pensa di educare il bambino in acqua come farebbe fuori, o secondo il proprio vissuto acquatico. Per intenderci; se il genitore è stato o è un nuotatore amatoriale, nella maggioranza dei casi tenderà a riversare la propria esperienza sul bambino, pretendendo che questo impari immediatamente a battere le gambe o stare a galla da solo. Al contrario; se il genitore non ha avuto alcuna esperienza in acqua, anzi ne è intimorito, tenderà a limitare il bambino nella sua esplorazione acquatica, si muoverà in maniera goffa, impacciata trasmettendo così ansia e preoccupazione. Alcune metodologie possono alimentare l'ansia da prestazione, per esempio, incoraggiando il genitore a "far fare" al bambino azioni fuori dalla sua portata, o possono, all'opposto, accrescere il timore del genitore attraverso manipolazioni forzate del bambino stesso che viene agitato come un bambolotto. Altre metodologie hanno un approccio più olistico, prendendo spunto da filosofie orientali molto antiche, che applicate al contesto risultano molto superficiali e approssimative sul piano contenutistico.

Solo recentemente la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Milano ha progettato un percorso di formazione all'interno della laurea magistrale finalizzato alle attività motorie per il benessere in acqua incluse quelle per i neonati. Il nostro intento è quello di fornire il più ampio quantitativo di infomazioni possibile sull'argomento, partendo dalla nostra esperienza diretta sul campo, dalle nostre conoscenze scientifiche in qualità di professionisti del settore e di ricercatori scientifici, nonché innovatori del settore attraverso le nostre attività. L'obiettivo è di dare una forma, un organizzazione sistematica delle conoscenze del campo in modo divulgativo e semplice da recepire. Una maggiore condivisione degli argomenti, in un'attività che sempre più riscuote interesse, porterà ad un maggiore livello professionale dell'offerta del mercato. Lo sviluppo motorio del bambino che è alla base dello sviluppo cognitivo deve essere ricercato in ogni ambiente in cui ci si trova, a terra e altrettanto in acqua. Solo personale preparato, adeguatamente motivato e spinto da un sano spirito di ricerca può garantire la giusta soddisfazione per l'attività intrapresa.



Presentation.

Author Marco Sallemi, editor John Markey.

In 2004, Marco Sallemi and Valerio Sommella created the first Modular Water System .The idea of the M.W.S. comes from the need to create an appropiate water enviroment for the natural development of the motor skills of the child from 3 months old up to 3 years and more, where ever there is the need to raise the bottom of the pool, in order to make children and parents more confident.

In 2007, the first conference "motor activity in water for infants", in particular in the age group 0-3 years, was held in Turin . The initiative has involved various speakers from all over Italy that operate in different reality. The cultural background of the experts is very different to witness an extremely heterogeneous, both in the curriculum of those who work there, both in reality offering these activities. The goal of this meeting was specifically to compare the different methods of proposals regarding activity in water for infants. The attempt was a good opportunity of meeting and confrontation of different viewpoints, and represented a starting point in an area where you can easily run into everything and its opposite.

From this first attempt two documents have emerged that despite they have no binding legal value for operators, define, in general, the main guidelines to which each operator and manager should follow, and every parent needs to know to know what to expect from this type of service. www.acquarella.it

The most interesting result that emerges from the comparison of different reality is that in Italy there are no data indicating which of the different methods is the most effective. You can come across two ends of the methodological proposal; on the one hand those who manipulate the child regardless of the child and parent, the other a passive standing of the operator who stares at the group taking no action at all. Would say that the middle way, again, is the best. But the middle way is not enough. What we really need is that families, parents, know exactly what this activity is, what the targets and aims are, to avoid the risk of being cheated by false promises, or trauma hardly curable once the damage is already done.

The employment situation of the industry, moreover, is not encouraging. Some completely improvised, so other "technical" approach to make the water difficult to understand. In common, both conditions have more than a passion for water and early childhood education, the very low remuneration that does not help to improve the supply market. Training is open to all and does not require special prerequisites (academic curriculum). Moreover, the risks associated with the activity itself are minimal and this element is in itself sufficient to justify the lack of professionalism of some deals. But when we report the pair (child-carer) in water, as this task may be trivial, the first problem is the emotional relationship between the two. This factor is crucial in the water and only adequate knowledge and study of the psychological mechanisms in place between the two allows a correct operator action.

Moreover, a sufficient knowledge of the development of the child and methods of pedagogy allow the operator to implement proposals to the expectations of the parent. It is precisely these expectations that play a fondamental role in the success of the aquatic experience . These, in turn, are part of the vision and background of the parent who wants or thinks himself to educate the child in the water as you would outside, or according to its aquatic experience. For instance, if the parent has been or is an amateur swimmer, in most cases tend to pass their experience on the child, claiming that the child should kick its legs as soon as possible. Conversely, if the parent had no experience in the water, but rather is afraid, will tend to limit the child in his aquatic exploration, will move in a clumsy, awkward conveying anxiety and concern. Some methods can feed performance anxiety. For example, encouraging parents to keep the child out of his reach can actually increase the need of performance in the parent (backstroke position in 3 months olds does not mean he/she is learning backstroke, even if is what the parent wants sometime and it is what it wants to be told…) . Also, through forced manipulations of the child, as if the child was a doll, can greatly increase fear in both the parent and child (the operator who actually is a stranger for the child holds the pupil in the air or underneath the surface of the water, sometimes with great wonder of the parent, other times with great scorn) . Other methods have a more holistic approach, inspired by ancient oriental philosophies, and when applied to this context are very superficial.

Only recently, the Faculty of Sport Sciences, University of Milan, has designed a training course for the welfare in water including those for infants. Our aim is to provide the largest possible quantity of informations on the subject, starting from our experience in the field, from our scientific knowledge as professionals and scientists, and innovators of the industry through our activities. The aim is to give a shape, a systematic organization of knowledge of the field so informative and easy to implement. Greater sharing of topics, of an activity that is increasingly collecting interest, will result in more professional supply market. Motor development of the child who is at the heart of cognitive development must be sought in any environment where you are located, on land and water equally. Only trained personnel, properly motivated and driven by a healthy spirit of research can ensure proper satisfaction for the work undertaken.


giovedì 8 aprile 2010

Elena Cometti e il Villaggio del Fanciullo

Presentazione.

Elena Cometti lavora in acqua dal '93. Attualmente collabora con Pier Antonio Marchesi dell'impianto il Villaggio Del Fanciullo a Bologna in qualità di responsabile delle attività infantili 0-6 anni.

La passione per questo lavoro le nasce già al tempo della scuola superiore e con il tempo si è specializzata con diversi corsi indirizzati a queste attività.

Per un certo periodo ha smesso di praticare questa attività per cercare un certa stabilità economica ma non ha saputo resistere per troppo tempo lontano dai bambini, quindi da qualche anno ormai è la sua attività principale.

L'attività è iniziata con un piccolo gruppo di bambini che con il tempo è cresciuto. Nell'ambito formativo ha sempre cercato di arricchire la proposta cercando di prendere gli elementi più attinenti al suo pensiero e scartando ciò che non rispecchiava le sue idee. In questo modo ha potuto elaborare un percorso proprio che funziona molto bene.

check the video



Intervista

Acquaticità. Stare bene in acqua…l'operatore è solamente una guida, se lasciassimo fare il bambino da solo riuscirebbe a percorrere le tappe dell'acquaticità. Noi cerchiamo di schemattizare questo percorso per esigenze organizzative ma non vogliamo renderlo troppo formale come un classico corso di nuoto. Lo scopo della proposta è portare il bambino a stare bene in acqua e avere una buona consapevolezza di sé immerso nel liquido. Il grosso del lavoro che facciamo nella fascia 0 - 3 anni è sul genitore.

Fiducia. Il primo step della fiducia si crea attraverso la relazione con l'operatore. L'operatore attraverso il gioco crea la mediazione, la comunicazione con il nuovo ambiente. Ogni gioco è fine a sé stesso, non è mai addestramento finalizzato all'apprendimento di un gesto tecnico.

Acqua alta vs. acqua bassa. Pro e contro di entrambe le situazioni, Aquabrik è la via di mezzo. In genere nella vasca grande l'acqua è più fredda per questo l'inserimento è più difficile oltre al fattore profondità. Nella vasca piccola tutto è relativo, alcune vasche sono troppo basse, altre hanno altezze intermedie in cui tocca l'adulto ma non il bambino. Questo è il caso della nostra piscina piccola, percui per noi Aquabrik è l'ideale lì dove riesco a ricreare delle situazioni di protezione, sicurezza e stabilità anche per i bambini che non toccano ancora.

domenica 17 gennaio 2010

più Applicazioni, 1 attrezzo

Nell'Information Technology e nel campo della tecnologia elettronica in generale, si diffondono sempre più DEVICES (strumenti) che racchiudono più funzioni e applicazioni nello stesso mezzo.
Aquabrik racchiude lo stesso CONCEPT progettuale, un solo strumento per applicazioni diverse; attività motorie neonatali, per la prima infanzia, rieducazione, e altro ancora a cui non abbiamo ancora pensato!

ALL IN ONE; infants, children and adults in water.


domenica 20 dicembre 2009

Ciao! Ecco la seconda parte dell' articolo sulla preparazione Aquabrik.
Con questo aggiornamento vogliamo approfittare per fare a tutti Voi i più sinceri auguri di buone feste! Questo è il nostro regalo; immagini subacque di Aquabrik, godetevi il video!
Le ventose che vedrete nel video NON SONO NECESSARIE, a meno che, a causa di un eccessivo movimento d'acqua, i moduli dovessero spostarsi. Ad ogni modo se avete un fondo piastrellato qualsiasi ventosa mettiate prima o poi scivolerà e si staccherà. Inoltre se vincolassimo i moduli con delle ventose, quando dovremo tirare fuori i cubi, l'operazione risulterebbe lunga e si correrebbe il rischio di perdere le ventose stesse. Lo stesso discorso vale per il tappetino; se fosse più spesso, risulterebbe più rigido e pesante con conseguente aumento dei tempi di posa e di rischi per chi lo posa.
Una volta aver assemblato il rialzo più idoneo alle vostre esigenze, allora potrete usarlo per l'intera fascia di attività che prevedente nella giornata. Il nostro lavoro prevalente è con i bambini, che con Aquabrik ritrovano un appoggio divertente e sicuro dal quale lanciarsi nell'avventura del galleggiamento! Sebbene siano necessari alcuni accorgimenti per le attività con gli adulti, per esempio si potrebbe bloccare l'intero rialzo usando dei comuni step per ogni lato del rialzo, i moduli possono essere usati come un fondo rialzato per posare sopra i grandi attrezzi quali Bike o altro, lì dove il pavimento fosse troppo profondo. BISOGNA METTERE IN CONTO IL TEMPO NECESSARIO PER LA POSA, PREVEDERE PER QUANTO TEMPO è CONVENIENTE TENERE IL RIALZO e il gioco è fatto! AQUABRIK NASCE PER ESSERE LEGGERO E MANEGGEVOLE, NON SI PUò IN ALCUN MODO FISSARE AL PAVIMENTO, ED è COSì CHE LO VOGLIAMO. CIò NON ESCLUDE CHE I SINGOLI MODULI POSSANO ESSERE USATI COME ATTREZZI PER L'ACQUAGYM, SPAZIO ALLA VOSTRA FANTASIA! il nostro personale consiglio è di usarlo in tutti i modi che possano risultavi utili, facendo fede alle PRECAUZIONI D'USO CHE ACCOMPAGNANO SEMPRE IL VOSTRO ACQUISTO.
Un ringraziamento speciale ad Elena Bergamaschi per i video e per il lavoro che sta svolgendo nella documentazione dell'uso di Aquabrik!
Hi! I am glad to show you how we employ Aquabrik in our daily activities. Once we set aquabrik at the bottom of the pool, we can easily handle it for the rest of our activity schedule we planned for the day. Make sure you have enough time to sink them properly and to take them out. The suction caps you see in the video are not necessary, unless there is a fast flow in the water such as with many people in the water all at once.
There is a lot of COMBOs you can work at once you have them in the water, it all depends on your goal and creativity. Please feel free to contact us and let us know how you would use them in your pool!
A special thank to Elena Bergamaschi for the video and for the work she is involved in!


martedì 8 dicembre 2009

Rialzo 16pz, 80x160x40 cm, part 1 "PREPARAZIONE"

In questo filmato, che è la prima parte di tre filmati, vediamo la procedura per l'immersione dei moduli in vasca grande.

Rialzo in prima corsia per l'acquaticità con e senza supporti galleggianti:
- set: 12 +4, 2 tappeti,
- tempo posa: 5 minuti circa (dopo aver imparato a maneggiarlo)


Non esiste, al momento, soluzione per rialzare il fondo che unisca velocità di posa e leggerezza di movimento come Aquabrik. La sensazione che si ha camminando su Aquabrik è OVVIAMENTE diversa da quella che si ha camminando sul fondo della piscina.

Aquabrik non è vincolato da ventose, che renderebbero lo smantellamento del rialzo più lungo e difficoltoso della posa. Il tappeto in pvc trasparente, inodore, è il migliore compromesso tra LEGGEREZZA, SICUREZZA E VELOCITA' DI POSA.

Il tempo di posa viene misurato dal momento che tutti i moduli sono sul bordo vasca pronti per essere immersi.

Nella situazione presentata i moduli sono posati UNA VOLTA PRIMA DELL'INIZIO DELLE ATTIVITA' e sono smantellati UNA VOLTA, DOPO CIRCA 5 ORE ALLA FINE DELLE ATTIVITA'. Il rapporto, quindi, tra tempo di posa e tempo d'uso e 5 min./ 5 ore. In questo modo tutti i corsi in prima corsia, in genere quelli di ambientamento, per chi non ha la vasca piccola, ne possono usufruire.

sabato 21 novembre 2009

Creatività. Istruzioni per l'uso.








Ripartiamo dalle Istruzioni per l'uso;

1. la creatività prima di tutto: non è possibile immaginare il lavoro con aquabrik senza un pò di fantasia e voglia di divertirisi a giocare con il proprio lavoro...sarebbe meglio cambiare lavoro!

2. tecnologia delle costruzioni: si parte dalla composizione più semplice, a due moduli per salire in verticale e alla fine si fà l'incastro. Questo perchè è più facile e veloce impilare i cubi verticalmente uno sopra l'altro che in modo sfalsato a 120 cm o 140 cm di profondità.

3. tecnologia delle costruzioni 2: per le composizioni complesse la base di partenza è il podio a 3 moduli, 2 affiancati e 1 sovrapposto al di sopra dei 2 affiancati, posto a cavallo, a ponte o a chiave, insomma chiamatelo come volete, purchè unisca i 2 moduli sottostanti! Ma, attenzione a come lo posizionate; le maniglie sottostanti devono essere al centro dei moduli sottostanti e non ai margini laterali...ve ne accorgerete da soli quando riuscirete a fare l'incastro perfetto!

In acqua bassa o alta, lo usate sempre, purchè ci sia qualcuno a posizionarlo quando serve e a toglierlo quando non serve più, come tutti gli attrezzi del fitness.

Per alcune configurazioni, come quelle in fotografia il tappeto sul fondo non è necessario; maggiori le dimensioni della costruzione, maggiore il peso, la tenuta complessiva e la resistenza dell'acqua.

La prima impressione è spesso ingannevole. Provate ad usarlo in tutte le vostre attività, non avete nulla da perdere, solo da guadagnarci!

Grazie a Mr. Alessio Cordini per la sua disponibilità e professionalità!

lunedì 26 ottobre 2009

Un Rialzo Che Fa La Differenza

Ciao!

fedeli alla linea di dare spunti creativi alle attività motorie acquatiche per arrichire il Vostro servizio e le Vostre proposte, vi facciamo vedere il nuovo video elaborato presso la piscina di Verano Brianza. La collaborazione con questo centro ha permesso di elaborare nuovi metodi di intervento nell'acquaticità sia a livello organizzativo sia in termini contenutistici.

Infatti, lì dove i bambini una volta rimanevano fermi al bordo della vasca grande ad aspettare fermi, immobili e infreddoliti, ora, mentre il maestro corregge, gli altri possono avere spazio di movimento ed esplorano liberamente l'acqua.


Sono necessari alcuni accorgimenti, che si possono mettere in atto in tutti i centri natatori, uno per tutti sicuramente è il tempo necessario per posare i moduli, e questo è in funzione del numero dei moduli e dalla specializzazione dei Vostri operatori! Basta parole e diamo spazio al video del rialzo del fondo vasca di 20cm per una superficie di m 3,20 x 2,40; noi preferiamo non dire più nulla e far parlare le immagini, a voi i commenti! grazie infinite per l'attenzione!

a presto, marco_s.




domenica 18 ottobre 2009

MITO un piscina giovane con le idee molto chiare

Abbiamo incontrato Andrea Boscolo 27 anni e Andrea Marras 30 anni, rispettivamente direttore generale e responsabile/coordinatore vasca di MITO, la piscina di Orbassano. A loro abbiamo fatto le nostre consuete domande... check il video e leggi la loro risposta!




Acquaticità.

Nelle attività con la fascia d'età 3/6 anni abbiamo due livelli; il primo riguarda l'acquaticità pura intesa come gioco e divertimento. Il secondo livello, invece, sempre attraverso il gioco, implica la ricerca della tecnica nel passaggio tra la vasca piccola e la grande. Quest'anno per fare questo passaggio useremo Aquabrik. In quest'ottica vorremmo utilizzare Aquabrik come facilitatore nell'approccio all'acqua alta così come visto di persona e nei video presentati al corso di formazione Aquabrik a giugno.

Nel lavoro con i neonati abbiamo fatto tesoro di diverse esperienze provenienti da ambiti formativi diversi e abbiamo elaborato un nostro protocollo di lavoro. Due caratteristiche fondamentali della nostra attività sono:
  • l'accompagnamento musicale dell'attività,
  • l'accoglienza prima dell'ingresso in acqua come momento preparatorio.

L'attività dura 35'.
L'acquaticità rappresenta la base per il lavoro futuro. Vogliamo inserire Aquabrik in tutti i corsi di acquaticità, soprattutto in vasca grande, partendo dai 12 moduli come sistema di partenza, inteso come piattaforma iniziale; sia per noi per imparare ad usarli, sia per i bambini che lo usano come punto di partenza per gli scivoli.

lunedì 6 luglio 2009

Signori e Signore ecco a Voi, Sabrina S., l'anima dell'acquaticità.

Continua il nostro impegno a condividere online elementi di riflessione sulle attività educative in acqua.


Con questo aggiornamento presentiamo Sabrina Saccucci, l'anima delle attività educative in acqua per bambini, alla piscina del centro sportivo San Carlo. Da sempre impegnata a costruire una didattica del superamento della paura dell'acqua, è una guida instancabile per tutti quelli che lavorano al suo fianco. La sua formazione professionale, la sua ricerca, il suo impegno quotidiano e la sua umiltà la rendono una tra i professionisti più serii e credibili del settore. Per questi motivi abbiamo deciso di farLe una domanda.

check il video!




Qual ‘è il momento giusto per iniziare il percorso acquatico?


L’inizio delle attività acquatiche con i neonati è in funzione della disponibilità di tempo libero dei genitori. In Italia non esiste una normativa specifica che stabilisca quando iniziare. Non esiste neanche un momento preciso. Con le condizioni ambientali adeguate e operatori preparati si potrebbe iniziare fin dal primo mese e mezzo di vita. Questo per dare tempo al bambino e alla mamma di superare il primo periodo molto intenso per entrambi. In molti casi è l’aspettativa del genitore che condiziona l’inizio di questa attività, in quanto è vittima del pensiero “prima inizia meglio è per lui”, ma in questa attività non funziona così. L’obiettivo di questa attività è favorire la relazione genitore-bambino attraverso l’acqua. Se questa relazione si mantiene normale anche in acqua è più facile che il bambino accetti l’ambiente acquatico spontaneamente e di conseguenza si ambientarà naturalmente. Alcune piscine posticipano il momento dell’ingresso in acqua fino a sei mesi altri la propongono già a partire dai tre mesi.

Un grazie sincero a Sabrina per la sua disponibilità!

mercoledì 17 giugno 2009

Simona DB. Osservare, suggerire e guidare

Osservare. Suggerire. Guidare; il lavoro di Simona del Bianco.


La protagonista di questo nuovo aggiornamento è Simona Del Bianco; psicologa, operatrice della prima infanzia in acqua e a terra al Collegio San Carlo, responsabile della scuola nuoto Canottieri Milano. Seria e precisa, le sue indicaizoni sono sempre degli ottimi esempi e spunti di riflessione per migliorare la nostra attività. Basta guardare il video per accorgersi di quanto impegno metta Simona nel comunicare le linee guida dell'acquaticità senza mai dover imporre o manipolare la coppia. Osservare per imparare.



1. Acquaticità - esperienza in acqua a 360 gradi nel rispetto della crescita. Proposte adeguate alla coppia per far provare nuove esperienze. È lavoro fondamentale sulle mamme o figura di riferimento, è necessario imparare a decifrare le esigenze del bambino.

2. Fiducia e sicurezza - saper comunicare con l'adulto. Professionalità; motivare ogni scelta. No all'indifferenza. Sicurezza

nella proprie conoscenze, self confidence e un profondo spirito di ricerca.

3. Acqua bassa acqua alta - la vasca didattica aiuta, per i piccoli non c' è differenza se è presente la figura di riferimento.


grazie Simona!

domenica 7 giugno 2009

LisaV. Imaparare senza Comandare

Aquabrik presenta Lisa Vezzini, responsabile scuola nuoto impianto comunale di Pieve Emanuele. Lisa ha una grande esperienza, lei è tra quei maestri che riesce ad insegnare senza impartire comandi, ordini o compiti. I suoi bambini sono entusiasti, si attivano da soli e lei non li fa mai aspettare... Anche a Lei abbiamo rivolto le nostre domande. check il video.

 

Il primo corso Aquabrik si avvicina, le adesioni hanno superato le nostre aspettative e abbiamo riempito tutti i posti a disposizione in una location di tutto rispetto. Alcune precisazioni: il corso inizierà alle 9.30 anziché alle 8.00, check in e poi via, si parte... Per informazioni dettagliate e per il programma:

www.aquabrik.com pagina formazione.


 



1. Acquaticità - manifestare attraverso il proprio modo di muoversi e stare in acqua il piacere di stare in acqua. Questo è il motivo per cui ho iniziato questo lavoro.

 

2. Fiducia e sicurezza - importanti i caratteri strutturali dell'impianto ma non fondentali.

Più importante è l'operatore che deve essere in posizione d'ascolto; capire chi ha di fronte, la sua storia e cosa vuole, necessità e bisogni. In particolare, con i bambini c'è una capacità di tocco; sensibilità nell'entrare in contatto e in comunicazione con l'allievo.

 

3. Acqua bassa acqua alta - meglio entrambi. Necessaria la vasca bassa. Siamo terrestri che si devono adattare al nuovo ambiente. Non si può imparare a nuotare senza sapere camminare in acqua. C'è un momento sensibile per il passaggio dalla vasca piccola alla grande che deve avvenire quando ci sono certi prerequisiti. Quando il bambino ha un maggior controllo del suo corpo in acqua ed è più motivato.

domenica 17 maggio 2009

simonaB

Simona Borgomaneri, responsabile Scuola Nuoto Skorpion Club, Milano. Ex responsabile organizzazione scuola nuoto piscina Club Conti, Milano. Formatrice per le attività in acqua con i neonati. Grazie di cuore per la disponibilità!

 

Corso di formazione Aquabrik: 13/06/09. Tutte le informazioni necessarie per imparare ad usare il sistema acquatico modulare. L'appuntamento è aperto a tutti gli operatori del settore. La sessione ha la durata di 6 ore per un costo di € 89. Tutti i partecipanti paganti avranno 1 modulo Aquabrik. Chi ha già comprato almeno un "set 12" potrà partecipare gratuitamente fino al massimo 2 persone.

informazioni: www.aquabrik.com formazione

  


Acquaticità - tutto e niente. Non c'entra con la tecnica del nuoto. Stare bene in acqua. Sentire il proprio corpo, gestire il proprio corpo.

 

Fiducia e sicurezza - nell'attività neonatale è fondamentale accompagnare. L'operatore deve diventare un punto di riferimento, deve essere un leader nel gruppo che si viene a creare. Questa caratteristica si matura solo con l'esperienza. In ambito formativo bisogna essere in grado di trasmettere ciò in cui si crede. È necesario essere sempre disponibile  dal punto di vista comunicativo e tecnico. Bisogna saper incoraggiare anche i piccoli passi, riconoscere il merito nell'impegno e nello sforzo.

 

Acqua bassa vs acqua alta - entrambi utili. Disporre di un piano d'appoggio che sia una via di mezzo tra il toccare e il non toccare come potrebbe essere aquabrik, credo sia la situazione ideale. L'acqua bassa riduce l'utilizzo del sostegno. Dall'altra parte può ritardare l'ambientamento in vasca alta. Del resto se il lavoro in acqua bassa è svolto bene, allora non ci saranno problemi nemmeno in vasca alta.

 

Come è stato ripartire dopo la lunga esperienza al Club Conti?

Partiamo dal fatto che non mi piacciono le novità!...se non ci sono altre vie d'uscita le affronto… diciamo che in questo caso non c'erano alternative a ciò che stava accadendo al Conti… ero spaventata. Devo dire però che l'ambiente che ho trovato qui (Skorpion Club) è stato facilitante. Infatti, ho subito avuto una bella accoglienza. Mi trovo molto bene anche se rappresenta una grande sfida.  Ogni ambiente richiede un modo di lavorare diverso. Per esempio, banalmente, l'uso del materiale cambia semplicemente a partire dalla costruzione della vasca. Per capire, il bordo a sfioro permette un uso di materassi galleggianti diverso dal bordo rialzato. E questo fa una differenza enorme nella proposta delle attività acquatiche, soprattuto nell'acquaticità.


martedì 12 maggio 2009

veraG.

Acquaticità - Secondo la mia esperienza l'acquaticità è la capacità di un individuo di muoversi e "vivere" l'acqua senza doverci pensare. Così come una persona si muove sulla terra senza dover pensare a quando e come respira e alle sensazioni che prova al contatto con il suolo o con l'aria e si concentra solo sul gesto tecnico o sul gioco, allo stesso modo si può dire di aver raggiunto il massimo grado di acquaticità quando non dobbiamo più pensare consciamente alle differenze tra il nostro ambiente naturale (siamo animali terrestri!) e l'ambiente acquatico.

Nel lavorare con i bambini è fondamentale far scoprire queste differenze attraverso l'esperienza del gioco che, non dobbiamo mai dimenticare, è la loro priorità e la loro motivazione di base (imparare a nuotare è la priorità del genitore). In quest'ottica per far sentire un bimbo terrorizzato a suo agio, e farlo entrare in acqua la prima volta, posso usare qualunque mezzo… se saremo bravi si avvicinerà sempre più a quello che può essere uno splendido e avventuroso ambiente di gioco.

 

Fiducia e Sicurezza - Purtroppo il primo elemento che dà o meno fiducia e sicurezza ad una persona che ha paura dell'acqua SIAMO NOI. Dobbiamo iniziare a considerarci come degli anfitrioni dell'ambiente acquatico, siamo i suoi porta voce e come tali abbiamo il compito di doverla presentare nella sua forma migliore. In primo luogo l'aspetto che avrà la vasca al primo incontro determinerà molto lo stato emotivo di chi le si avvicina: quindi dovrà essere molto accogliente e stimolante per i bambini (spazi ridotti strutturati con giochi e materassi che gli diano la libertà di giocare sia fuori che dentro, avvicinandosi gradualmente), mentre dovrà infondere sicurezza agli adulti (ampia scelta di sostegni, ingressi facilitati, possibilità di "attracchi" in più punti, delimitazione delle zone d'azione). In secondo luogo, ricordiamoci che più di mille parole vale il gesto, sia con gli adulti che con i bambini, per cui i primi che devono sentirsi a loro agio in acqua dobbiamo essere noi.Viviamo quindi insieme ai nostri allievi questa esperienza, entrando in acqua con loro e dando noi stessi l'esempio vero di quanto questo ambiente sappia accoglierci.          

                                                       

Acqua alta vs acqua bassa - Tendenzialmente non è che ci sia sempre la possibilità di scegliere, in quanto dobbiamo adattarci alla struttura che abbiamo. La piscina ideale dovrebbe fornircele entrambe, l'idilio sarebbe una vasca che và dai 20 cm ai 2 m con salti di 20-40 cm., in questo modo potremmo portare i nostri allievi "gradualmente" verso l'immersione e il galleggiamento. Sono entrambe importanti e trovo che, con i giusti accorgimenti (sostegni adatti), sia molto produttivo variare la profondità all'interno di ogni lezione. Per arrivare al massimo grado di ambientamento dobbiamo poter essere a notro agio (quindi l'acqua bassa mi dà la sicurezza dell'appoggio a suolo che mi permette si sperimentare molto senza "rischi") ma anche capire come adattare i miei movimenti attraverso un fluido (cosa che posso fare solo dove non tocco, piuttosto con mille sostegni). Se le utilizziamo entrambe dobbiamo stare attenti a non demonizzare l'acqua alta e premiare con l'acqua bassa, ma facciamo apprezzare entrambe esaltando le possibilità che le loro caratteristiche ci offrono.

 

Vera lavora con passione al centro sportivo del collegio San Carlo da molti anni. Il suo lavoro con i neonati è fonte di ispirazione e modello per tutti i nuovi arrivati che ancora si devono formare a livello professionale. Per chi la conosce da tempo trova sempre una persona aperta e disponibile al dialogo e che lavora con un forte spirito di ricerca.

Grazie Vera!


alessioC. e lucaM.

Acquaticità - Acquaticità è ambientamento, è un feeling positivo con l'acqua.

 

Fiducia e sicurezza - L'empatia con il maestro è importante alle volte si costruisce nel tempo e non è immediata. È importante costruire un percorso didattico per piccoli passi in modo tale che l'allievo possa rendersi conto dei suoi progressi.

 

Acqua bassa vs acqua alta - Entrare in acqua bassa è più facile ma se l'allievo non lo sa, l'acqua alta non è un problema. Risolto il problema dell'ingresso in acqua non cambia nulla anzi l'acqua alta da molti più stimoli. Se l'allievo si abitua all'acqua bassa è più difficile portarlo alla posizione orizzontale. Altri fattori che incidono: ambiente accogliente e temperatura dell'acqua piacevole.

 

Alessio Cordini attualmente lavora alla piscina del centro sportivo del Collegio San Carlo e al Beauty Island di Bresso. Luca Mancinelli è occupato full time presso il centro sportivo San Carlo. Entrambi hanno una preparazione e un'esperienza ricca che li rende dei professionisti di altissimo livello. Spesso, i due, lavorando insieme trasformano la loro lezione in un momento di grande coinvolgimento che non lascia nessuno indietro. Anche i bambini più diffidenti si lasciano andare e partecipano con entusiasmo alla proposta acquatica.

Grazie Ale e Luca!


domenica 3 maggio 2009

Uno Spazio in più. Aquabrik parla con Cristina di Verano Brianza.

IL 6 GIUGNO 09 SI TERRà IL PRIMO CORSO AQUABRIK. SI POTRà APPRENDERE L'USO DI QUESTO NUOVO STRUMENTO PER L'ACQUATICITà.

OGNI PARTECIPANTE PAGANTE AVRà UN MODULO AQUABRIK PERSONALE COMPRESO NEL MATERIALE DEL CORSO FORNITO.



Intervista a Cristina di Verano Brianza. Aquabrik ha posto tre domande a Cristina, che ci ha risposto in modo molto cordiale e preciso. Grazie Cristina.

 

cos'è per te l'acquaticità?

Saper stare in acqua in ogni situazione. Gestirsi l’ambiente acqua che non significa necessariamente saper nuotare.

 

quali sono gli elementi fondamentali per infondere Fiducia e Sicurezza in acqua?

La presenza in acqua dell’istruttore. La formazione dell’istruttore è fondamentale. Non dare mai niente per scontato, spirito di ricerca, più l’istruttore è preparato, libero da vincoli stilistici, poliedrico nelle proposte, disponibile nel variarle in funzione degli allievi e fantasioso nello sperimentare, più può infondere sicurezza e trasmettere fiducia. Fornire un elevato numero di esperienze.

 

da dove ritieni sia meglio iniziare; acqua bassa o acqua alta?

La vasca didattica è uno strumento. Il fatto di poter toccare è un fattore primario per il rilassamento sia per i bambini sia per gli adulti. L’appogio sotto i piedi consente di poter tornare alla posizione di partenza a libero piacimento e ciò induce a sentirsi più sicuri, non crea dipendenza ai supporti galleggianti se non introdotti in questa fase.

giovedì 16 aprile 2009

Riccardo Palumbo


Attualmente Riccardo lavora in piscina e si occupa principalemente di neonati in acqua e watsu. A luglio è in uscita il suo nuovo libro sulle attività in acqua con i neonati rivolto al grande pubblico. Per maggiori informazioni check:

www.pensieroacquatico.com

Aquabrik incontra Riccardo P.


Acquaticità - insieme di modi di stare in acqua. Termine obsoleto, meglio sarebbe acqua per bambini, riduttivo pensare che sia rivolta solo al bimbo. L'istruttore consapevole è colui che insegna sia al genitore e sia al bambino.


Fiducia e sicurezza - contenimento, sostegno, avvolgimento. Questo è quanto fà l'acqua con noi. Questi sono per me gli elementi della fiducia e della sicurezza in acqua.


Acqua alta e acqua bassa - in Svizzera, dove lavoro, c'è il fondo mobile, ed a seconda della profondità dell'acqua il lavoro cambia molto. Dove il bambino tocca è più propenso a sperimentare e a lasciarsi andare. Anche l'istruttore cambia il suo modo di porsi. Ho anche usato i contenitori degli attrezzi in acqua per dare un appoggio ai bambini. Quando il bambino tocca per terra cambia il suo modo di relazionarsi all'acqua.